Modello Leybold 450 60 (carter per lampada) by E. Leybold's Nachfolger AG (sec. XX)

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carter per lampada, lampada con zoccolo E 14, Modello Leybold 450 60
Modello Leybold 450 60 (carter per lampada) by E. Leybold's Nachfolger AG (sec. XX) 
Modello Leybold 450 60 (carter per lampada) di E. Leybold's Nachfolger AG (sec. XX) 
ca 1963-ca 1963 
Il carter consiste di una camicia cilindrica esterna, nel cui interno scorre un supporto tubolare, portante il portalampada.||Il portalampada con la lampada, può essere esattamente centrato sul fondo del supporto, agendo su tre viti a testa zigrinata poste all'esterno del portalampada stesso.||Dal retro del portalampada è collegato un filo elettrico terminante, all'altro capo, con due spinotti a banana per i collegamenti elettrici.||La camicia esterna è montata su uno stelo che ne permette il posizionamento su un sostegno.||Anteriormente, sul carter si trova un'apertura per l'inserzione di un condensatore a una lente (non presente) 
Modello Leybold 450 60 (carter per lampada) 
6144 
00634174 
03 
0300634174 
Questo dispositivo faceva probabilmente parte del materiale in dotazione al "Centro di Fisica Sperimentale" dell'allora denominato "Museo della Scienza e Tecnica Leonardo da Vinci" di Milano.||L'idea del Centro di Fisica nacque contestualmente alla nascita del Museo: l'allestimento prevedeva una sezione di Fisica con scopi didattici che contenesse esperimenti in atto, a disposizione permanente del visitatore. Ma la visione di un evento all'interno di una vetrina non era sufficiente: iniziò così la raccolta di strumenti ed accessori moderni per realizzare esperimenti che potessero essere effettuati direttamente dall'utente.||Da subito questa attività sperimentale attirò l'attenzione di funzionari ministeriali ed insegnanti.||Nel frattempo, nel 1955, nel nuovo edificio del Museo, detto Monumentale, vennero collocati le aule, i laboratori, gli impianti, le officine, le sale studio, necessari per ospitare il nascente Centro di Fisica Sperimentale.||Nello stesso anno venne organizzato il primo corso per insegnanti degli Istituti Tecnici, organizzato dal prof. Tommaso Collodi, già Ispettore Centrale P.I. ed allora Direttore Didattico Nazionale per l'Istruzione Tecnica.||I risultati furono così soddisfacenti che anche i Licei e gli Istituti Magistrali cominciarono ad organizzarne per i loro professori.||Oltre alla qualità delle attività offerte, quest'iniziativa si inseriva in un contesto di difficoltà legate alla fine della Guerra , di povertà dei gabinetti scolastici, di scarsa preparazione di molti insegnanti.||Il Museo offriva alla Scuola uno strumento efficace ed immediato per risalire la china.||I corsi di aggiornamento dei professori, inizialmente della durata di sei giorni, divennero ben presto di dieci/quindici giorni e comprendevano: un gruppo di conferenze tenute da professori universitari o esperti qualificati, lezioni sperimentali, esercitazioni individuali o in piccoli gruppi, lezioni a livello secondario tenute dagli stessi partecipanti, proiezioni di materiale sul tema, visite d'istruzione.||Fin dall'inizio molte scuole cominciarono ad affluire al centro di Fisica con i loro studenti per assistere a lezioni sperimentali.||Il prestigio del Museo e del suo Centro di Fisica ebbero autorevolissimi riconoscimenti anche in campo internazionale soprattutto attraverso l'O.C.D.E. (Organisation de Coopération et de Développement Economique) che riconosceva l'importanza dell'insegnamento scientifico e promuoveva nuovi metodi d'insegnamento e di sperimentazione.||Altre due importanti iniziative si affiancarono, a metà degli anni sessanta, alle attività del Centro di Fisica: la creazione di una mostra permanente di materiale scientifico-didattico (realizzata con materiali forniti dalle ditte costruttrici) e la nascita di una biblioteca di consultazione specializzata riguardante l'insegnamento della Fisica a livello secondario.||Il Centro di Fisica, fiore all'occhiello del Museo, è rimasto in funzione fino al 1984 
Il carter consiste di una camicia cilindrica esterna, nel cui interno scorre un supporto tubolare, portante il portalampada.||Il portalampada con la lampada, può essere esattamente centrato sul fondo del supporto, agendo su tre viti a testa zigrinata poste all'esterno del portalampada stesso.||Dal retro del portalampada è collegato un filo elettrico terminante, all'altro capo, con due spinotti a banana per i collegamenti elettrici.||La camicia esterna è montata su uno stelo che ne permette il posizionamento su un sostegno.||Anteriormente, sul carter si trova un'apertura per l'inserzione di un condensatore a una lente (non presente) 
laboratorio 
didattica 
Fisica sperimentale 
Modello Leybold 450 60 
Milano (MI) 
0300634174 
carter per lampada 
proprietà privata 
metallo 
vetro 
materiale plastico 
bibliografia specifica: Apparecchi Fisica - 1961 

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