visore stereoscopico by Murer e Duroni (secondo quarto sec. XX)
https://w3id.org/arco/resource/ScientificOrTechnologicalHeritage/0301970053 an entity of type: MovableCulturalProperty
visore stereoscopico
visore stereoscopico di Murer e Duroni (secondo quarto sec. XX)
visore stereoscopico by Murer e Duroni (secondo quarto sec. XX)
ca 1925-ca 1949
Questo visore è costituito da un parallelelepipedo in cartone e da una coppia di lenti posizionate su una delle basi minori. Le lenti sono protette da un paraluce in cartone.||Sulla parete opposta alle lenti sono inseriti due vetri smerigliati quadrati.||In corrispondenza dei vetri è presente una fessura per l'inserimento della stereoscopia.||Alcuni spigoli del visore sono ricoperti con un nastro adesivo blu
visore stereoscopico
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La stereoscopia è una tecnica utilizzata soprattutto nel XIX secolo per ottenere l'illusione di un'immagine tridimensionale.||I primi studi moderni sulla visione stereoscopica si devono a Wheatstone il quale si accorse che due immagini dello stesso soggetto riprese da due punti di vista leggermente differenti, guardate attraverso un dispositivo che permetteva a ciascun occhio di vederne una sola delle due, venivano poi ricomposte dal cervello come se fosse una sola immagine ma come se fosse in tre dimensioni.||Nel 1849, David Brewster creò il primo visore stereoscopico: era costituito da una scatola con forma rastremata con due lenti dalla parte più stretta e l'immagine stereoscopica da quella opposta. All'interno un separatore permetteva ad ogni occhio di vedere una sola delle due immagini.||Una delle prime presentazioni in pubblico di questa tecnica (utilizzando dagherrotipi stereoscopici) si ebbe alla Great Exhibition nel 1851.||Inizialmente, per ottenere le stereoscopie, venivano fatte due riprese dello stesso oggetto con un apparecchio che veniva spostato di qualche centimetro lungo una guida.||Successivamente vennero prodotti i primi apparecchi fotografici bioculari ovvero apparecchi con due obiettivi uguali montati affiancati che permettevano la ripresa simultanea delle due immagini (obiettivi stereo). Con l'introduzione delle macchine a soffietto anche gli apparecchi stereoscopici divennero portatili.||Le stereoscopie venivano poi guardate con appositi visori le cui lenti aiutavano gli occhi a sovrapporre le due immagini e a percepirle come una sola (non si avevano più scatole con separatore in mezzo).||Tra il 1850 e il 1870 vennero venduti migliaia di visori stereoscopici, anche economici, e milioni di stereoscopie, soprattutto di paesaggi, monumenti e ritratti.||Le riprese stereoscopiche furono soprattutto appannaggio di fotografi professionisti e meno di amatori.||Il commercio di immagini stereoscopiche di luoghi vicini e lontani e la moda dilagante fra le classi abbienti di collezionarne in grande quantità possono essere spiegati riconducendosi al desiderio di scoperta del mondo che caratterizza la seconda metà dell' '800.||Il successo della fotografia stereoscopica proseguì fino al 1930 per riprendere brevemente negli anni '50 e '60. In quegli anni il View Master fu l'ultimo sistema stereoscopico largamente diffuso
Questo visore è costituito da un parallelelepipedo in cartone e da una coppia di lenti posizionate su una delle basi minori. Le lenti sono protette da un paraluce in cartone.||Sulla parete opposta alle lenti sono inseriti due vetri smerigliati quadrati.||In corrispondenza dei vetri è presente una fessura per l'inserimento della stereoscopia.||Alcuni spigoli del visore sono ricoperti con un nastro adesivo blu
stereoscopia
fotografia
visore stereoscopico
Milano (MI)
0301970053
visore stereoscopico
proprietà privata
cartone
vetro