fresatrice, di ruote by Bertolla Alessandro - ambito francese (seconda metà sec. XIX)

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fresatrice, di ruote, con disco divisore suppletivo
fresatrice, di ruote by Bertolla Alessandro - ambito francese (seconda metà sec. XIX) 
fresatrice, di ruote di Bertolla Alessandro - ambito francese (seconda metà sec. XIX) 
1850-1899 
Struttura della macchina, realizzata principalmente in ottone, montata su sostegni fissati con viti al piano del tavolo. Piattaforma di ottone con dispositivo centrale modanato e sagomato. Alidada di ferro, piatta, a profilo curvo. Il carro, scorrevole sulla barra portante superiore mediante azionamento a manovella (curvilinea con pomolo terminale ligneo), è articolabile verticalmente a cerniera, allontanabile o avvicinabile al centro su cui è fermata la ruota da intagliare. Riporta sulla superficie nome inciso. Fresa azionata tramite archetto, la cui corda era avvolta su puleggia. Viti (fanno eccezione quelle a corredo dell'alidada, ellittiche e a farfalla) con testa circolare leggermente bombata e profilo zigrinato con linee incise oblique. Tre sostegni piatti e arcuati, terminanti con piede semicircolare e foro centrale per l'ancoraggio al piano di lavoro, supportano la struttura: due dei tre piedi sono posti in posizione speculare l'uno rispetto all'altro, mentre il terzo, isolato, risulta in posizione centrale e ortogonale rispetto ai primi. La macchina è corredata di un disco divisore suppletivo, e di pezzi intercambiabili utili alle diverse funzioni, alcuni dei quali riportanti nome inciso. La macchina è attualmente fissata su tavolo, inv. 5834, con piano quadrangolare e una sola gamba con terminazione a tre piedi, non pertinente 
fresatrice (di ruote) 
3665 
01985222 
03 
0301985222 
Parte della storiografia assegna a Robert Hooke, fisico inglese (1635-1703), l'ideazione di questa tipologia di macchina utensile, tuttavia è ragionevole supporre che il macchinario sia stato approntato per stadi successivi dagli stessi costruttori di piattaforme. L'inventore è dunque sconosciuto. Dall'inizio del Settecento si rilevano comunque notizie certe in merito alla macchina per tagliare i denti. Lo si evince da un disegno pubblicato nel 1709 da Nicolas Bion nel suo "Traite des instrumens de mathématique'', dal quale se ne ricava appunto la composizione. Nelle tavole della Encyclopédie si trova illustrata la macchina per tagliare le ruote di Sully (cfr. IV, tavv. XX-XXI-XXII-XXIII), e quella ideata da Hulot (cfr. IV, tavv. XXIV-XXV-XXVI) 
Struttura della macchina, realizzata principalmente in ottone, montata su sostegni fissati con viti al piano del tavolo. Piattaforma di ottone con dispositivo centrale modanato e sagomato. Alidada di ferro, piatta, a profilo curvo. Il carro, scorrevole sulla barra portante superiore mediante azionamento a manovella (curvilinea con pomolo terminale ligneo), è articolabile verticalmente a cerniera, allontanabile o avvicinabile al centro su cui è fermata la ruota da intagliare. Riporta sulla superficie nome inciso. Fresa azionata tramite archetto, la cui corda era avvolta su puleggia. Viti (fanno eccezione quelle a corredo dell'alidada, ellittiche e a farfalla) con testa circolare leggermente bombata e profilo zigrinato con linee incise oblique. Tre sostegni piatti e arcuati, terminanti con piede semicircolare e foro centrale per l'ancoraggio al piano di lavoro, supportano la struttura: due dei tre piedi sono posti in posizione speculare l'uno rispetto all'altro, mentre il terzo, isolato, risulta in posizione centrale e ortogonale rispetto ai primi. La macchina è corredata di un disco divisore suppletivo, e di pezzi intercambiabili utili alle diverse funzioni, alcuni dei quali riportanti nome inciso. La macchina è attualmente fissata su tavolo, inv. 5834, con piano quadrangolare e una sola gamba con terminazione a tre piedi, non pertinente 
carro 
fresa 
manovella 
piattaforma 
ruota dentata 
alidada 
disco divisore 
fresatrice 
Milano (MI) 
0301985222 
fresatrice di ruote 
proprietà privata 
ferro  legno  ottone 
bibliografia di confronto: De' Toma, N - 2005 
bibliografia di confronto: Mestiere Sapere - 1983 
bibliografia di confronto: Misura Tempo - 2005 

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