testina a tutto tondo di Sabina (gemma, cammeo) - glittica romana di età adrianea (prima metà II secolo d.C.)
https://w3id.org/arco/resource/Veneto/ArchaeologicalProperty/CRV-RA_0015342 an entity of type: ArchaeologicalProperty
gemma, cammeo testina a tutto tondo di Sabina
testina a tutto tondo di Sabina (gemma, cammeo) - glittica romana di età adrianea (prima metà II secolo d.C.)
testina a tutto tondo di Sabina (gemma, cammeo) - glittica romana di età adrianea (prima metà II secolo d.C.)
117-138
Piccola testa lavorata a tutto tondo, tagliata poco sotto la base del collo, e fortemente caratterizzata in senso ritrattistico. La fronte è bassa; gli occhi, dalle palpebre trattate plasticamente, mostrano la pupilla incisa e sono sormontati da sopracciglia arcuate, che si uniscono alla radice del naso; la bocca è piccola e connotata dal labbro superiore ben disegnato. Ma il tratto più connotante è sicuramente il naso, molto pronunciato e con una tipica gobbetta. I tratti richiamano con precisione il ritratto di Vibia Sabina, moglie dell'imperatore Adriano. Particolare e problematica è invece l'acconciatura: i capelli sono divisi da una scriminatura centrale, ai lati della quale si dispongono ciocche ondulate (al centro della prima ondulazione di ogni ciocca si trova un piccolo foro). Sulla nuca i capelli, divisi da grossolane linee incise, sono suddivisi in ciocche arrotolate e pettinate verso la sommità del capo. Tutto il resto della testa è interessato da una pesante rilavorazione, che ha creato una specie di calotta liscia, ad eccezione di un solco inciso dietro le onde frontali; due ampie scheggiature intaccano la parte sommitale della testa (la rilavorazione è probabilmente databile al IV secolo d.C.).
gemma (cammeo)
G 150
05
La testina faceva parte dello Scrigno Grimani della Sala del Consiglio dei Dieci ed è citato negli Inventari del 1593 (n. 61: "Una testa incoronata di oro col petto dorato") e 1794 (n. 43: "busto di cristal di monte") (cfr. Nardelli 1999, p. 30). Il pezzo è stato variamente identificato: come Cleopatra VII (Anti, Traversari, Nardelli), come altra principessa tolemaica (Ravagnan, Sena Chiesa: Arsinoe II o Berenice II), come Sabina augusta dal 128 al 136 o 137 (Platz-Horster, Gagetti: ivi ulteriore bibliografia). Quest'ultima identificazione è pienamente confermata dal preciso confronto con una testina di Firenze, anch'essa in acquamarina e delle stesse dimensioni (solo differenza, l'acconciatura: si rimanda a Gagetti 2006). Quindi anche la cronologia può essere fissata alla prima metà del II secolo d.C. Più complesso datare la rilavorazione, probabilmente in età costantiniana o teodosiana (Platz-Horster 2002); E. Gagetti propone una rilavorazione per ottenere un ritratto di Elena, madre di Costantino e ipotizza un completamento della pettinatura in oro (una sorta di "toupet aureo"). In ogni caso, la testa doveva comunque essere coperta o da un velo in materiale diverso (Sena Chiesa 1997, p. 126) o da una corona o diadema (Nardelli 1999, p. 30).
testina a tutto tondo di Sabina
Piccola testa lavorata a tutto tondo, tagliata poco sotto la base del collo, e fortemente caratterizzata in senso ritrattistico. La fronte è bassa; gli occhi, dalle palpebre trattate plasticamente, mostrano la pupilla incisa e sono sormontati da sopracciglia arcuate, che si uniscono alla radice del naso; la bocca è piccola e connotata dal labbro superiore ben disegnato. Ma il tratto più connotante è sicuramente il naso, molto pronunciato e con una tipica gobbetta. I tratti richiamano con precisione il ritratto di Vibia Sabina, moglie dell'imperatore Adriano. Particolare e problematica è invece l'acconciatura: i capelli sono divisi da una scriminatura centrale, ai lati della quale si dispongono ciocche ondulate (al centro della prima ondulazione di ogni ciocca si trova un piccolo foro). Sulla nuca i capelli, divisi da grossolane linee incise, sono suddivisi in ciocche arrotolate e pettinate verso la sommità del capo. Tutto il resto della testa è interessato da una pesante rilavorazione, che ha creato una specie di calotta liscia, ad eccezione di un solco inciso dietro le onde frontali; due ampie scheggiature intaccano la parte sommitale della testa (la rilavorazione è probabilmente databile al IV secolo d.C.).
testina a tutto tondo di Sabina
VENEZIA (VE)
gemma cammeo
proprietà Stato
acquamarina lavorata a tutto tondo
bibliografia specifica: Lorenzi G. B. - 1838
bibliografia specifica: Ravagnan G. L. - 1997
bibliografia specifica: Gagetti E. - 2006
bibliografia specifica: Gagetti E. - 2011
bibliografia specifica: Nardelli B. - 1999
bibliografia specifica: Platz-Horster G. - 2002
bibliografia specifica: Ravagnan G.L. - 2003
bibliografia specifica: Ravagnan, G. L. - 2000
bibliografia specifica: Sena Chiesa G. - 1997
bibliografia specifica: Traversari G. - 1998
bibliografia specifica: Valentinelli G. - 1872