organo by Dacci Francesco (bottega) (sec. XVIII)

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organo by Dacci Francesco (bottega) (sec. XVIII) 
organo di Dacci Francesco (bottega) (sec. XVIII) 
1784-1784 
Prospetto in unica campata, a cuspide centrale con ali laterali ascendenti, formato da 27 canne in stagno appartenenti al Principale 8', la canna maggiore è il DO 2. Labbro superiore a scudo, andamento delle bocche rettilineo, profilo planimetrico rettilineo. Ai piedi del prospetto, le canne dei Tromboncini. Consolle a finestra. Trasmissione meccanica sospesa. Una tastiera, originale, in sesta di 45 tasti, estensione DO 1 - DO 5, ricopertain bosso ed ebano con intarsio lineare in bosso sui cromatici e lavorazione a chiocciola dei frontalini dei diatonici. Pedaliera, originale, a leggio, costantemente unita alla tastiera, in sesta di 17 più 1 pedali, estensione DO 1 - SOL# 2, reali 12 note, 18° pedale tamburo. Registri azionati datiranti a pomello, in legno dipinto di nero, in unica fila verticale; quadro fonico alla destra dell'organista; cartellini manoscritti, recenti. 
organo 
05 
Lo strumento fu costruito da Francesco Dacci (o Dazzi) di Venezia nel 1784 per il Santuario di Nostra Signora del Pilastrello a Lendinara (Rovigo), restaurato nel 1795 da Giovanni Chianei, di nuovo restaurato, con sostituzione della manticeria, da Giuseppe e Pietro Grigolli di Ferrara alla fine dell''800 o nei primissimi anni del '900. Nel 1903, quando per il Santuario fu costruito il grande strumento di Domenico Malvestio e figlio (oggi incorporato nell'attuale Ruffatti), l'organo Dacci fu ceduto alla Parrocchiadi Santa Maria in Punta. In quell'occasione, o precedentemente, fu privatodi numerosi registri: Tromboncini Bassi e Soprani, Flauti in VIII e in XII, Cornetta (all'epoca sostituita con una Fluta Soprani di 8 piedi), Tromboni al Pedale. Lo strumento fu installato a Santa Maria in Punta senza cassa, secondo l'uso ceciliano. Abbandonato negli anni '60 e successivamente smontato, con la dispersione di numerosi elementi (tra i quali l'intero registro della Fluta, ad eccezione di due canne), l'organo fu restaurato nel 2001 dall'organaro Vincenzo Salvato di Padova con il contributo della Fondazione della Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo. Nel restauro furono ricostruiti i seguenti registri ed elementi strutturali e meccanici: Tromboncini Bassi e Soprani, Flauti in VIII e in XII, Cornetta, Tromboni al Pedale, varie canne mancanti nei registri originali conservati, il quadro fonico con pomelli e cartellini, la manetta rotante, i pedaletti e la squadra del tiratutti, tutte le coperture in bosso dei diatonici, tutti i relativi frontalini a chiocciola ad eccezione del DO1, la quasi totalità delle coperture dei cromatici, il frontale della tastiera nonché la cassa dell'organo. 
Prospetto in unica campata, a cuspide centrale con ali laterali ascendenti, formato da 27 canne in stagno appartenenti al Principale 8', la canna maggiore è il DO 2. Labbro superiore a scudo, andamento delle bocche rettilineo, profilo planimetrico rettilineo. Ai piedi del prospetto, le canne dei Tromboncini. Consolle a finestra. Trasmissione meccanica sospesa. Una tastiera, originale, in sesta di 45 tasti, estensione DO 1 - DO 5, ricopertain bosso ed ebano con intarsio lineare in bosso sui cromatici e lavorazione a chiocciola dei frontalini dei diatonici. Pedaliera, originale, a leggio, costantemente unita alla tastiera, in sesta di 17 più 1 pedali, estensione DO 1 - SOL# 2, reali 12 note, 18° pedale tamburo. Registri azionati datiranti a pomello, in legno dipinto di nero, in unica fila verticale; quadro fonico alla destra dell'organista; cartellini manoscritti, recenti. 
organo 
Ariano nel Polesine (RO) 
organo 
Pertinenza edificio ecclesiastico 
carta 
ferro 
ottone 
piombo 
pelle 
lega piombo/ stagno 
legno/ legno dipinto 

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