Edifici civili - Lapidi - Koper - 1920-1925 (positivo) by Opiglia, Pietro (attr.) (primo quarto XX)
https://w3id.org/arco/resource/Veneto/PhotographicHeritage/CRV-F_0031244-173 an entity of type: CulturalPropertyComponent
positivo, m
Edifici civili - Lapidi - Koper - 1920-1925 (positivo) di Opiglia, Pietro (attr.) (primo quarto XX)
Edifici civili - Lapidi - Koper - 1920-1925 (positivo) by Opiglia, Pietro (attr.) (primo quarto XX)
post 1920-ante 1925
positivo
V. 1952
1
173
05
La fotografia fa parte dell'insieme archivistico denominato "Venezia Giulia" (tre cartelle: V. VIII, V. IX, V. X), nello specifico, è conservata all'interno della cartella V. VIII. E' stata realizzata da Pietro Opiglia, che dal 1908 al 1947, svolse il ruolo di fotografo presso il Museo Civico triestino e del quale si serviva l'Ufficio Belle Arti della Venezia Giulia durante le proprie campagne fotografiche. In questo caso, l'Ufficio Belle Arti aveva promosso una campagna ricognitiva circa le opere d'arte presenti sul territorio transfrontaliero che oggi comprende il Friuli Venezia Giulia, la Croazia e la Slovenia. Si ricorda, inoltre, che Antonio Morassi svolse il ruolo di funzionario sovrintendente presso l'Ufficio Belle Arti della Venezia Giulia dal 1920 al 1925.
Capodistria - Pal. dei Conti Tarsia ora Casa del Popolo, aquila in altorilievo sec. XVI
Edifici civili - Lapidi - Koper - 1920-1925
Edifici civili - Lapidi - Koper - 1920-1925, Riproduzione fotografica di un altorilievo del sec. XVI, raffigurante un'aquila, posto su di una parete della Casa del Popolo di Koper (Capodistria), città della Slovenia. Precedentemente l'edificio era di proprietà dei Conti Tarsia.
VENEZIA (VE)
positivo
proprietà Ente pubblico non territoriale
gelatina ai sali d'argento/ carta
bibliografia di confronto: Marangoni, Beatrice - a.a. 2012-2013
bibliografia di confronto: Ferrari, Serenella - 2012
Riproduzione fotografica di un altorilievo del sec. XVI, raffigurante un'aquila, posto su di una parete della Casa del Popolo di Koper (Capodistria), città della Slovenia. Precedentemente l'edificio era di proprietà dei Conti Tarsia.