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Ritratto di Federico I Gonzaga, Vittoria, Figura allegorica femminile (decorazione plastica, elemento d'insieme) di Segala Francesco, Antonio Romano, Morino (ultimo quarto sec. XVI) Ritratto di Federico I Gonzaga, Vittoria, Figura allegorica femminile (decorazione plastica, elemento d'insieme) by Segala Francesco, Antonio Romano, Morino (ultimo quarto sec. XVI)
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decorazione plastica, elemento d'insieme, Monumento a Federico I Gonzaga marchese di Mantova, Parete nord, registro superiore, sinistra Ritratto di Federico I Gonzaga, Vittoria, Figura allegorica femminile
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1576-1579
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Monumento parietale costituito dal busto ritratto del personaggio affiancato da due statue allegoriche: il primo, in stucco bianco, collocato sullo stesso livello delle basi delle statue, è incassato in una nicchia circolare dorata, decorata da motivo a valva e dipinta internamente in rosso; ai lati della nicchia si collocano girali vegetali bianchi su fondo dorato; le statue, in stucco bianco e di altezza poco superiore al reale, poggiano su basi dorate sostenute da tre mensole e decorate frontalmente da mascherone tra girali vegetali bianchi. Il pannello entro cui è impostato il ritratto è delimitato da cornici a kyma lesbio continuo e a corda; le basi delle statue presentano modanature a kyma lesbio continuo e perline, kyma ionico, fusarole: sul fianco, tracce di una decorazione pittorica in forma di figura umana
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Monumento a Federico I Gonzaga marchese di Mantova (decorazione plastica)
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Il busto ritrae Federico I Gonzaga, terzo marchese di Mantova (1478-1484; per il profilo biografico del personaggio si rinvia a Amadei, Marani 1978, pp. 41-42 e a Tamalio in Monete Medaglie 1997, p. 133). Il personaggio è a capo scoperto e con armatura, il volto piegato su un lato, verso il centro della camera. Il modello alla base del ritratto, privo di copricapo e in veste militare, si ricollega all'immagine del Gonzaga proposta in un ducato d'oro di Federico (Monete Medaglie 1997, pp. 135-136, n. 128), dalla quale si discosta una delle più note raffigurazioni del marchese, quella del dipinto della serie di Ambras (principio degli anni Ottanta del XVI secolo, Amadei, Marani 1978, pp. 41-42). Nell'uno e nell'altro caso ricorrono, tuttavia, la caratteristica pinguedine del volto e i capelli lunghi e ondulati sulle orecchie e sulla nuca. La statua collocata a sinistra, all'angolo della camera e in coppia con la statua vicina, sulla parete adiacente, è una Vittoria; la seconda, verso lo spazio destinato ad accogliere la relativa tela tintorettesca, reca un oggetto simile a un globo nella sinistra e calpesta un'aquila: due attributi che non paiono riferiti al soggetto suggerito in fase di progettazione della camera nella “Descritione dei Marchesi di Mantova” che il conte Teodoro Sangiorgio, supervisore del cantiere di Corte Nuova, sottopone all'approvazione del duca Guglielmo (ASMn, A.G., b. 2608, c. 9, in Luzio 1890, p. 400). Nel caso del terzo marchese è detto: “Federico terzo marchese ascrivere due Carità, ma diferente l'una de l'altra, l'una usata verso il fratel morto, ancor che li fossi nimico, l'altra verso a suoi nipoti”: come osservato da Bazzotti, Berzaghi 1986, p. 13, la statua con aquila, non identificabile con sicurezza, sostituì evidentemente la prima delle due Carità previste, la Carità verso il fratello. Autore del busto-ritratto e delle statue che lo accompagnano è il padovano Francesco Segala, che nell'ottobre 1579 è espressamente invitato a fare ritorno a Mantova, da Venezia, “a fornire la sala de Marchesi” (Luzio 1913, p. 35, nota 1; per Segala a Mantova, Pietrogrande 1955). Lo scultore, tuttavia, non è il solo documentato: le carte (Berzaghi 2003, pp. 234 e ss.) riferiscono infatti di lavori di decorazione dell'ambiente fin dal 1574, quando già la sala pare dotata di prime allegorie in stucco; nel 1576 vi lavorano lo stuccatore e indoratore Antonio Romano con tale Morino, sotto la direzione del prefetto delle fabbriche Battista Zelotti, subentrato a Bertani (1576): Antonio Romano è, in questo stesso anno, impegnato in lavori di decorazione plastica in Corte Vecchia. A tali Antonio Romano e Morino sarebbero dunque da riferire le parti ornamentali del monumento al marchese, il cui busto e statue a figura intera furono invece plasmate da Segala nel corso del 1579. Pietrogrande (1955) sottolinea come la presenza di allungate figure nella parte alta della parete, a incorniciare ampi riquadri, si ricolleghi alla soluzione adottata da Francesco Primaticcio nella sala della duchessa d'Etampes di Fontainebleau e, delle statue allegoriche, rimarca l'equilibrio tra esigenze decorative ed espressive; la statua detta della “Carità verso il fratello” è considerata una delle più riuscite del complesso della camera, per il movimento della figura e la finezza del modellato delle pieghe della veste; il ritratto di Federico I è, al contrario, “trattato frettolosamente e senza molta cura dei particolari”. Sul finire del XIX secolo, Intra (1880, in Ferrari, L'Occaso 2003, p. 190) annota che “i busti in gesso che rappresentano i marchesi e le marchesane sono in parte deperiti e mutilati e a pezzi sono quasi tutte le statue pure di gesso, collocate sopra il fregio, che raffigurano le Virtù, d'onde il nome alla sala”. Lo stato dei monumenti all'indomani dei restauri diretti da Cottafavi (1925-1929) è infatti preoccupante, benchè migliore di quello degli stucchi della vicina sala dei Capitani (Cottafavi 1929). Tra le operazioni ricordate sulle sculture dell'ambiente, e senz'altro da riferire in parte anche a quelle in oggetto, è l'integrazione delle porzioni aggettanti perdute, e in particolare gli arti, seguendo l'andamento dei ferri interni scoperti; sulla parte decorativa si procedette al completamento degli ornati e all'integrazione della doratura. Impegnati nel restauro furono, per gli stucchi ornamentali Umberto Filippini, per le figure in stucco lo scultore Clinio Lorenzetti. Negli anni Sessanta del secolo scorso (dal 1963 ca.) la ditta Assirto Coffani procede al restauro degli otto busti-ritratto dei Gonzaga e consorti (Valli 2014, pp. 504-505)
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61 B 2 (GONZAGA, Federico I) 45 A 30 5 (+11)
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Figura allegorica femminile Ritratto di Federico I Gonzaga Vittoria
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Monumento parietale costituito dal busto ritratto del personaggio affiancato da due statue allegoriche: il primo, in stucco bianco, collocato sullo stesso livello delle basi delle statue, è incassato in una nicchia circolare dorata, decorata da motivo a valva e dipinta internamente in rosso; ai lati della nicchia si collocano girali vegetali bianchi su fondo dorato; le statue, in stucco bianco e di altezza poco superiore al reale, poggiano su basi dorate sostenute da tre mensole e decorate frontalmente da mascherone tra girali vegetali bianchi. Il pannello entro cui è impostato il ritratto è delimitato da cornici a kyma lesbio continuo e a corda; le basi delle statue presentano modanature a kyma lesbio continuo e perline, kyma ionico, fusarole: sul fianco, tracce di una decorazione pittorica in forma di figura umana
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